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  • Immagine del redattoreDiego Maltese

Walder contro Walder

Non nascondo che così, senza attenzione, mi è sempre sembrato un oggetto intelligente ed utile. Le premesse infatti sono ottime e l'idea sembra proprio geniale.

Monti questo attrezzo, che in pratica è un freno che sfrutta l'attrito tra la cima e le pulegge per rallentare lo scorrimento della cima e quindi il movimento del boma, cazzi la sua cima e sei al riparo da strambate involontarie e in più aiuta nella strambata controllando il passaggio del boma. Poi leggendo sul sito (tradotto in modo pessimo.....) sembrerebbe che faccia anche la funzione del vang..

Perfetto allora! Tutto risolto. Ma poi...

Ripensateci... quando davvero dovrebbe servire? Per controllare la strambata? Perché? Qual'è il problema? Se la manovra viene eseguita correttamente non capisco quando dovrebbe lavorare e neanche in che modo dovrebbe aiutare. Per strambare, a secondo dell'intensità del vento va cazzata di una certa misura la scotta randa e si poggia di quel che serve per far si che la randa passi e si fermi da sé nel letto del nuovo vento. Non vedo difficoltà. Con vento leggero si può far passare la randa portandola letteralmente a mano da un bordo all'altro e poggiare il minimo necessario (ai fini della manovra, poi magari servirà orzare per far aumentare un po' l'apparente), man mano che il vento aumenta si cazzerà un po in anticipo la scotta randa per poi lascarla accompagnando la poggiata che con vento davvero forte sarà un po più accentuata del normale chiudendola un po' più all'orza di quel che serve per evitare le la vela vada a sbattere sulle sartie. In questo modo la vela si fermerà naturalmente prima che il boma vada contro le sartie e inizierà a portare a pieno poggiando nuovamente di qualche grado.


Il freno Walder mi sembra sia un impiccio col vento leggero e.. un'impiccio col vento forte dato che se non regolato o mal controllato la barca potrebbe partire in straorza o il boma fermarsi violentemente sulle sartie sottovento.. Non so, ma se non ci si sente sicuri impiegherei l'equivalente del suo costo per fare qualche lezione con un professionista in modo da imparare a fare correttamente la manovra. Non mi sembra di averlo mai visto su una barca da regata, e penso che nessun regatante si sognerà mai di usarlo. E in regata le barche sono sempre spremute al massimo e portate in condizioni che di norma un crocerista non incontrerà mai.

Poi, come accennato, vedo che viene proposto come ritenuta del boma. Boh. che vuol dire? La ritenuta DEVE ritenere. La ritenuta si mette perché vogliamo che in nessun caso la randa faccia una cinese (o strambata involontaria). Di solito la si usa quando abbiamo un moto ondoso importante e poca pressione del vento. La barca va messa in una condizione per cui la ritenuta potrà fare il suo lavoro. Il boma non deve passare assolutamente e il carico sulla ritenuta non dovrà mai essere quello di una randa che prende vento forte da sottovento o peggio una pressione sul boma che finisce in acqua. Quindi avremo l'accortezza di non metterla se stiamo tirando la barca, se siamo in fil di ruota con onda e vento sostenuto, surfando, in strapoggia, se abbiamo un'onda corta e scavata che potrebbe stoppare la barca modificando repentinamente il vento apparente.


Il Walder che farebbe? Resisterebbe? Fino a che intensità? E se non è regolato con la giusta tensione che succede, facciamo una cinese e ci ritroviamo sdraiati o peggio rompiamo il boma o pieghiamo una sartia? E se fosse anche regolato bene, ma siamo in una delle condizioni citate prima.. dobbiamo tenere qualcuno con la scotta del Walder in mano? Non capisco proprio.

E infine.. della sua funzione come vang.. via.. ma davvero?


Walder contro Walder quindi.. perché è lui il suo stesso nemico.


Qualcuno che lo usa può togliermi i dubbi? (o confermare quello che ho detto?)


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