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  • Diego Maltese

NATANTE, una storia italiana.

e non solo... anche qualche atro paese, ad esempio la Germania, consente di non registrare le imbarcazioni (in questo caso fino a 15 metri di lunghezza).

Ma... perché? a chi serve? vediamo di capirci qualcosa.

Intanto premetto che il "natante" è una barca "italiana" (metto tra virgolette perché in effetti non ha nazionalità..) che misurando meno di 10 metri può essere non immatricolata. Come detto, "italiana" perché può navigare solo nelle acqua territoriali italiane e nei limiti consentiti dalla legge italiana (sorvoliamo sul fatto che nelle zone di confine spesso sono tollerati/semi-regolamentati gli sconfinamenti). Ufficialmente quindi NON si può uscire dalle acque territoriali del paese che consente questo status. Al di fuori di questi limiti si diventa... una barca pirata, senza insegne e senza nazionalità. E senza coperture assicurative.... Già, non ci avevi pensato vero?



Quindi a chi conviene non immatricolare una barca?

Se navighi prevalentemente sottocosta, non in zone di confine, e per brevi periodi... perchè no? Ma non farti tentare da quello che pensi possa essere un piccolo sconfinamento.. le conseguenze possono essere spiacevoli e costose. Come decidere di fare un breve tratto in autostrada con un ciclomotore...

Ma cosi non risulto proprietario..... è la ragione numero 2 in classifica...peccato non sia proprio cosi. Basta poco per riuscire a risalire al proprietario di un natante. Affitto del posto barca, ricevute di un transito, acquisto del gasolio col bancomat, qualche domanda in banchina...e se per un'eventuale ex coniuge può necessitare di un po di impegno, per le forze dell'ordine è un gioco da ragazzi.

Le dotazioni di sicurezza ridotte.. Cosa avere a bordo dipende dalla distanza dalla costa in cui si intende navigare, ma al di là di questo... anche se la legge dice che puoi farne a meno... vai in giro senza VHF? e senza razzi e fuochi? senza binocolo? e la cassetta di pronto soccorso?

Burocrazia semplificata. Ecco, questa forse è l'unica vera ragione che dà degli evidenti vantaggi. L'atto di acquisto può essere fatto in carta semplice, non ci sono spese per annotare la proprietà, marche da bollo, documenti da attendere... In teoria per acquistare un natante è sufficiente una stretta di mano. Ovviamente il rovescio della medaglia è che in caso di contestazioni non avrai nulla di legalmente rilevante ( o di facilmente dimostrabile) in mano. Un mezzo che rivela danni occulti, oppure la scoperta che chi vi ha venduto la barca in effetti non ne aveva alcun titolo, oppure che la barca in questione sia stata contraffatta o il motore, appena cambiato, sia di una potenza per la quale la barca perde i requisiti di conformità.... ce ne sono mille...


Quindi che si fa? Io consiglio sempre di registrare il "natante". Se non hai voglia di sostenere costi, lungaggini, visite periodiche, di sottostare a regolamenti che obblighino a dotazioni di sicurezza eccessive per la navigazione che farai di solito,

esiste la possibilità di registrare la tua barca in un altro registro comunitario (o anche non comunitario, ma qui molto dipende dalle acque che si intenderanno solcare..) con costi e procedure e benefici che coincideranno di più con le tue aspettative. In quale nazione registrare dipende da come userai la barca. Diporto privato? Commerciale? Vuoi non figurare proprietario sui documenti? (solo sui documenti di navigazione.... nella dichiarazione dei redditi devi indicarla comunque). Navighi prevalentemente al di fuori delle acque comunitarie?

A seconda delle necessità (lecite....) esistono diverse opportunità. In questo modo avrai semplificato un po' la parte "burocratica" e in più avrai i titoli legali che garantiranno il possesso della tua amata barchina..


https://www.myym.org/cambio-bandiera-e-immatricolazioni


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